mercoledì 11 novembre 2015

L’Erede Perduto, oggi in uscita ^_^

L'Erede perduto cover 2Oggi è il giorno!!! ^_^ In concomitanza col mio compleanno, esce, nei migliori store online, il mio nuovo romanzo!!!
“L’Erede Perduto” di Maria Stella Bruno,Edizioni Il Pavone
(ebook-3,99€)
“Xaver e Alwaid sono gemelli identici nell’aspetto, ma diversi nelle aspirazioni. Xaver è socievole ed un po’ spaccone, sempre pronto ad ascoltare racconti di guerra, Alwaid è più schivo, solitario, a causa di una capacità rara e preziosa, quella di riuscire a prevedere alcuni eventi futuri. Entrambi i fratelli non conoscono le loro reali origini, ma l’arrivo di guerrieri dalle Terre del Vento nella loro tranquilla Ghoi, cambierà per sempre le loro vite. Vivendo numerose avventure, tra agguati, inganni e visioni misteriose, Alwaid e Xaver si troveranno proiettati nel mondo per scoprire la verità sul loro passato..”
Due uomini destinati a diventar leggenda, due gemelli identici, ma guidati da un diverso fato… Xaver e Alwaid, il cavaliere e il veggente… Seguite le loro avventure!!!
L’ebook è disponibile anche su:
..E dato che questo è il mio giorno, vi faccio io un REGALO ;) … Ecco il Prologo de “L’Erede Perduto”…  <3
“Più e più volte la donna urlò nella capanna, mentre il cozzare delle armi e il fragore della battaglia celavano al mondo la sua disperazione. La levatrice le asciugò il sudore sulla fronte e controllò la situazione all’esterno da un buco nella porta… Solo uomini che morivano e combattevano per insano desiderio di conquista, ma pareva che i loro soldati stessero avendo la meglio. La donna urlò ancora e l’urlo sembrò lacerare l’aria richiamando la levatrice che accorse. Fra sacchi di sementi, in un lurido magazzino, la vita stava per trionfare sulla stupidità degli uomini che sanno generare solo morte.
– Mia signora, abbiate pazienza… Vostro figlio sta per nascere. Vedrete, andrà tutto bene! – esclamò la levatrice, mentre osservava una piccola testa farsi largo.
Aveva visto mille volte una donna partorire, ma mai ne aveva aiutata una a farlo durante una battaglia, con la paura che uno di quei pazzi irrompesse nella stanza. La partoriente era per giunta nobile. Si asciugò il sudore dalla fronte. Intanto un’altra contrazione spingeva il bambino alla vita.
Il pianto del neonato riempì la stanza con l’urgenza e la prepotenza di cui la piccola presenza disponeva, sembrando sovrastare le urla degli uomini che morivano nei pressi della capanna.
– È un maschio. – disse la levatrice, mentre lo avvolgeva in un misero panno trovato e lo porgeva alla madre di giovane età, dai capelli dorati e gli occhi verdi e tristi. Ella sorrise pur continuando a provar dolore. Tenendo suo figlio fra le braccia, parlò con voce malferma:
– Ti chiamerai Xaver, come tuo nonno paterno prima di te ma di lui avrai solo questo, poiché egli nient’altro si merita. – Una nuova fitta le tolse il fiato, però subito riprese a parlare, mentre la levatrice si guardava intorno con la paura che cresceva ogni qualvolta il cozzare delle armi si faceva più vicino – Di tuo padre avrai… – continuò forzandosi – l’indole… Il coraggio, l’onore, la forza, la gentilezza… Egli non ha terre da darti, ma so che non ti serviranno… – Un nuovo profondo dolore la fece urlare e la levatrice, che si era accostata all’uscio chiuso del capanno, si avvicinò a lei, le prese il bambino e lo mise in una cesta. Poi, controllò la madre…
– Un altro! – esclamò con sorpresa. Intanto la nuova vita spingeva per venire al mondo.
La donna urlò ancora, mentre le forze l’abbandonavano. Sentiva che infine la sua ora era giunta, ma non voleva morire. Non voleva lasciare i suoi figli da soli al mondo. Gridò di nuovo e insieme pianse, mentre il suo secondo figlio lottava per nascere. Che cosa avrebbero fatto senza di lei? Non sarebbero sopravvissuti. Non avrebbero appreso del sacrificio del loro padre. Poi, il bimbo, un altro maschietto, nacque e il dolore si affievolì. La vita però fluiva via col suo sangue sulla terra brulla e alla sua mente vennero immagini di un tempo futuro… Sorrise, la madre, nel vedere i suoi due figli adulti, belli e forti, in una delle sue rare visioni che le concedevano di squarciare il velo del tempo. Con un fil di voce, mentre la levatrice avvolgeva il nuovo nato, disse:
– Alwaid, sarà il tuo nome… come la stella che è l’occhio del drago nel cielo notturno. Da me avrai il dono di anticipare gli eventi… Non mi conoscerete mai… – Dai suoi occhi scesero calde lacrime – ma tu e tuo fratello vivrete… Sì, vivrete! – In un mesto sorriso, nello scivolare dell’ultima lacrima giù dal suo giovane volto, la vita l’abbandonò.
Quando la levatrice si accorse della morte della donna, reggeva ancora fra le braccia il secondo nato. Il bimbo, dagli occhi d’indefinibile colore, socchiusi, stringeva con il suo piccolo pugno il dito di lei. Vi era tenacia in quella stretta, desiderio di vivere. Intanto, al di fuori della capanna, la battaglia proseguiva. La donna avrebbe voluto fuggire, avrebbe voluto farlo fin dal principio, ma non aveva potuto abbandonare la partoriente. La levatrice riguardò le due giovani vite indifese, ignare della battaglia e del lutto appena subito e si rese conto che avevano solo lei. Il pensiero la terrorizzò, ma al contempo sembrò darle forza.
Senza neanche ben sapere cosa stesse facendo, sistemò entrambi i neonati nella cesta, li ricoprì con dei panni e si avvicinò nuovamente all’uscio, con il suo fagotto sotto braccio. Dal solito buco spiò la situazione e, quando si ritenne pronta, scivolò fuori. La terra, calpestata e scura, era ricoperta di cadaveri e moribondi. Il fragore delle armi proseguiva, come la mischia che poco più in là continuava a generare morte. Fu la fortuna forse o le ombre sempre più avvolgenti della sera a rendere la minuta donna e il suo prezioso fardello quasi invisibile agli occhi dei soldati, così ella giunse infine in prossimità di Ghoi.
I suoi torrioni e le mura possenti si ergevano maestose verso il cielo vermiglio di un giorno morente, ancora pronte, per l’ennesima volta a resistere all’esercito invasore. A casa, si disse la donna con la cesta fra le braccia, finalmente.”

martedì 3 novembre 2015

L’Erede Perduto, il mio prossimo romanzo in uscita l’11 Novembre…

L'Erede Perduto cover 11 nov
L’11 Novembre, in concomitanza col mio compleanno (^_^), sarà disponibile nei migliori store online (Amazon, Kobo, InMondadori, Feltrinelli.it, ISB, ecc…) il mio nuovo ebook… Chi segue questo blog, ne avrà già sentito nominare. Le vicende di Xaver e Alwaid mi hanno tenuta occupata per molto tempo e promettono di tenermi occupata per tanto ancora… Ma partiamo da principio. La trama…
“Xaver e Alwaid sono gemelli, pressoché identici nell’aspetto, ma diversi nelle aspirazioni. Xaver è socievole ed un po’ spaccone, sempre pronto ad ascoltare racconti di guerra, Alwaid è più schivo, solitario, a causa di una capacità rara e preziosa, quella di riuscire a prevedere alcuni eventi futuri. Xaver brama di arruolarsi e combattere con l’Epsterio contro la prepotenza dell’Impero Laindar, mentre Alwaid, celando in sé quel grande segreto, aspira solo ad una vita tranquilla accanto alla giovane che ama. Entrambi i fratelli non conoscono le loro reali origini, ma l’arrivo di guerrieri dalle Terre del Vento nella loro tranquilla Ghoi, cambierà per sempre le loro vite.
Seguendo le trame che avevano portato alla morte i loro genitori naturali, Alwaid e Xaver si troveranno proiettati nel mondo, vivendo numerose avventure, tra agguati, inganni e visioni misteriose. Separatamente, scopriranno la verità sul loro passato, intrecciata alle mire di un uomo pericoloso, “SenzaNome”, e alla complessa politica delle Terre del Vento, minata da spie e traditori.”
Quindi, che ne pensate? E’ un epic fantasy, il primo volume di una saga che saprà prendervi!
Affezionati al mondo de “Il Sigillo del Drago Infinito”? Curiosi di conoscere la storia di chi scrisse il famigerato libro di profezie? O di chi fondò la Torre AlbaNotte? Allora non perdetevi “L’Erede Perduto”!!!!
Due uomini destinati a diventar leggenda, due gemelli identici, ma guidati da un diverso fato… Xaver e Alwaid, il cavaliere e il veggente… Seguite le loro avventure!!!
UUn ‪#‎epic‬ ‪#‎fantasy‬ da non perdere!!!! Disponibile dall’11 Novembre ^_^

venerdì 30 ottobre 2015

Un “frammento” de “I Custodi dei Frammenti”

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“L’alba sorse velata di nubi… Lo sguardo di Safav si perse verso l’orizzonte e la steppa infinita, seguendo la luce che avanzava accarezzando la terra pian piano, e la sua mente cercò di fantasticare cosa ci fosse oltre… Si trovò ad immaginare il deserto, quello delle leggende e dei racconti… Ed il pensiero corse alla sua Xatum, ai suoi confini piccoli e rassicuranti… Aveva fatto molta strada da quando aveva lasciato le rovine del suo villaggio, aveva visto posti nuovi, conosciuto tanta gente, ma ancora capitava che la sua anima contadina si stupisse della vastità del mondo… e di come si potesse cambiare nel profondo. La vita insegna, si disse…
Da sopra il poggio, quasi unico, su cui si trovava, volse lo sguardo alla fila ordinata e seppur variegata di persone, carri ed animali: una festa di colori ed uno strano miscuglio di odori che quasi faceva girare la testa. Ed egli si sorprese a pensare, con un sorriso, che anche loro ne facevano parte. I loro vestiti non erano diversi da quelli di molti altri mercanti, e per tutti loro sarebbero stati venditori di stoffe. Le porte di Safida erano chiuse alla loro spalle ormai e tutti erano pronti a partire. Inoha lo richiamò con un gesto ed egli accorse… Il loro carro era piccolo, coperto da un telo a righe gialle e verdi, trainato da un cavallo robusto seppur non più giovane.”
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Un’avventura fantastica, un viaggio tra mistero e intrighi, una lotta contro il tempo per impedire che un pericoloso libro di profezie venga ritrovato e aperto…
– “I Custodi dei Frammenti”, I volume de “Il Sigillo del Drago Infinito”

mercoledì 28 ottobre 2015

Lo sapevate che...



…che ogni 24 ore il nostro sangue, circolando dentro di noi, percorre 20 mila km: la metà della circonferenza terrestre all’equatore.

…che nella bandiera della Repubblica di Irlanda il verde rappresenta l’Irlanda cattolica, l’isola di smeraldo con la sua rigogliosa vegetazione, l’antica terra dei Celti, la tradizione, mentre il bianco è simbolo della pace e l’ arancio invece rappresenta l’Irlanda protestante ed è il colore della dinastia degli Orange (William d’Orange, re d’Inghilterra, sconfisse James II – cattolico – nella battaglia del Boyne del 1690)

…che Tolkien per scrivere “Il Signore degli Anelli” si è ispirato in grandissima parte alla mitologia irlandese.

…che Robespierre, il famoso rivoluzionario francese, era molto abile a confezionare merletti.

…che il Quirinale, in passato, è stato la residenza estiva dei Papi.

…che Regan fu il più anziano presidente eletto negli USA. Quando assunse la carica aveva 69 anni.

… che tirarsi con forza la barba, in epoca medievale, era segno di forte collera.

…che Charlie Chaplin ebbe ben undici figli da tre delle sue quatto mogli.

… che il 3 luglio 2002 le poste americane hanno emesso un francobollo dedicato a Houdini, il grande illusionista. Raffigurava uno dei suoi cartelloni preferiti.

… che Houdini, il grande illusionista, non morì nella cassa della tortura cinese dell’acqua, come nel film “Il mago Houdini”, con Tony Curtis del 1953, ma per una peritonite.

… che l’illusionista Houdini ha recitato in cinque film muti e ne scrisse qualcuno.

… che la stella di Harry Houdini sulla Hollywood Walk of Fame si trova al 7001 di Hollywood Boulevard.

lunedì 26 ottobre 2015

Amicizia al femminile? Basta coi pregiudizi.



Basta coi pregiudizi che vedono la vera amicizia fra donne impossibile, poiché come molte di noi possono dire per esperienza, essa esiste e non è minacciata dalla eterna competitività. Ora, è persino uno studio della Università di Manchester a dirlo. Infatti nell’arco di 10 anni gli studiosi hanno osservato i rapporti di amicizia di 11 mila persone, fra uomini e donne, ed hanno notato che la vera e disinteressata amicizia è più frequente fra donne, mentre fra gli uomini è più comune quella interessata. Inoltre, sempre secondo gli studiosi, l’amicizia al femminile ha radici più profonde ed è capace di superare barriere sociali e geografiche. Poi, il 75% delle persone stringe amicizie più strette con persone dello stesso sesso.
La mia considerazione personale su tutto ciò è che hanno scoperto “l’uovo di Colombo”, poiché ho tante amiche donne e mi sono sempre state accanto, hanno gioito dei miei successi e hanno sofferto per i miei dispiaceri…

giovedì 22 ottobre 2015

Anaconda, tra mito e realtà


Intorno a questo grande serpente si sono create numerose leggende. La filmografia ha contribuito ad aumentarne l’aura di paura e pericolosità facendone dei famigerati mangiatori di uomini, ma in realtà non si hanno vere notizie che ciò sia mai accaduto. Comunque, è un dato di fatto che è un animale che affascina per il mistero che lo circonda e per le sue dimensioni ragguardevoli.
È un serpente che vive prevalentemente nell’acqua. I fiumi, i ruscelli, gli stagni delle immense foreste tropicali sud americane sono il suo ambiente preferito. È un nuotatore agilissimo assai più rapido negli spostamenti quando si trova in acqua che quando sta sul terreno. È capace di rimanere a lungo in immersione. Sul suo dorso scuro spiccano grandi macchie nere e sui fianchi anelli scuri. Questo serpente, oltre a raggiungere una notevole lunghezza (sino a 7 metri), ha una mole notevole (anche 90 kg ). Il corpo ha una forma tozza e pesante che termina da una parte con una piccola testa e dall’altra con una brevissima coda.
Gli indigeni raccontano che nel grande serpente anaconda spesso usa nascondersi il potente spirito Tsunki. Si dice che Tsunki abiti sul fondo del fiume, in una casa il cui tetto è sorretto da serpi che, ritte sulla coda, fungono da pilastri. E la leggenda dice: “Se un anaconda rovescia una canoa, vuol dire che il suo proprietario ha offeso il grande spirito.”

domenica 11 ottobre 2015

Recitazione “antica”

Chi non conosce “I Promessi Sposi”, opera di Alessandro Manzoni, anche solo per lontane rimembranze scolastiche? Beh, direi, tutti conoscono questo romanzo, anche grazie alle varie trasposizioni televisive. Ed è una di queste, la più fedele direi al racconto del Manzoni, che mi ha davvero colpita. Se devo essere sincera,“I Promessi Sposi” non è mai stato uno dei miei libri preferiti ed anche a scuola storcevo un po’ il naso per quella Lucia così cheta che quasi stonava “a far coppia” con l’irruente Renzo, ma ora le cose sono diverse. È uno sceneggiato del 1967 con la regia di Sandro Bolchi, con Nino Castelnuovo e Paola Pitagora nella parte dei protagonisti, ad avermi fatto cambiare idea. L’ho potuto vedere grazie ad una raccolta di DVD, uscita qualche tempo fa in edicola. La recitazione intensa, il patos che gli attori, tutti grandi, hanno saputo dare, hanno reso “vivi” quei personaggi così lontani. E la Lucia interpretata dalla Pitagora è una fanciulla pura, innocente, innamorata di Renzo, che comunica con lo sguardo il fervore della sua fede ad un già tormentato Innominato. E quel tormento, quella notte, ormai proverbiale, dell’Innominato quasi fa venire i brividi, come il colloquio dell’uomo con l’arcivescovo. Che fosse una delle scene più belle del romanzo lo sapevo già, ma quella recitazione me l’ha scolpita nel cuore… Mi sono così improvvisamente trovata a fare paragoni con la recitazione degli attori di oggi… Chi è riuscito, tra loro, a farmi venire i brividi?… Ho riflettuto parecchio e, infine, sono giunta a considerare che sono pochi, anzi, pochissimi, gli attori di oggi che con la loro interpretazione hanno lasciato in me qualcosa, riuscendo a muovere le corde del mio cuore. Allora mi chiedo: dov’è finita tutta quella bravura che la vecchia scuola mostrava? Tutte quelle FICTION attuali che “sfornano” attori che sembrano non provare nulla mentre recitano e che nulla, quindi, trasmettono, dove hanno imparato il mestiere? Sinceramente non so, ma credo che bisognerebbe fare qualche passo indietro e tornare a valutare quella recitazione “antica” che antica non è poiché riesce a comunicare ancora, a regalare emozioni reali, che non si dimenticano. Mentre è logico domandarsi: che resterà delle FICTION di oggi al pubblico di domani? Che immagine daranno della generazione attuale di attori?